È legittimo il licenziamento del lavoratore che, pur presente in azienda, non partecipa ai corsi di formazione.

giovedì, 07 novembre 2013 / Pubblicato in Giurisprudenza di merito

Tribunale Civile di Bari, ordinanza del 5 novembre 2013

La vicenda sottoposta all’attenzione del Giudice Unico del Lavoro di Bari trae origine da una lettera di contestazione di mancanze disciplinari comminata al dipendente per l’assenza ingiustificata ad un corso di formazione predisposto dalla Società per addetti al call center e del conseguente licenziamento avvenuto in data 23.10.2012.

Il lavoratore impugna il licenziamento è propone tempestivamente ricorso con il nuovo Rito Fornero contestando sostanzialmente la non imputabilità a sé dell’assenza poiché – a suo dire – non sarebbe stato adeguatamente informato dall’Azienda circa l’esatta durata del corso di formazione.

Il ricorrente, infatti, dopo aver partecipato al primo giorno di formazione si è successivamente assentato per malattia nei giorni immediatamente successivi e, al suo rientro in servizio, si reca abitualmente al suo posto di lavoro. Il lavoratore sostiene altresì di non aver ricevuto adeguata informazione della prosecuzione del corso di formazione nei giorni coincidenti con il suo rientro in servizio.

Nel corso dell’istruttoria la tesi del lavoratore è smentita dai testimoni escussi i quali confermano di aver comunicato a tutti i partecipanti, il primo giorno di formazione al quale risulta aver partecipato anche il ricorrente licenziato, l’esatta durata del corso.

Il Giudice, dopo aver accertato che il lavoratore ha volontariamente disertato il corso di formazione predisposto dalla Società datrice di lavoro, afferma che nel sistema delineato dall’art. 18 – nel testo inciso dalla L. n. 92/2012 – esistono una pluralità di sanzioni.

Nell’ordinanza de quo, si legge espressamente che il fatto contestato al ricorrente è materialmente sussistente ed è stato commesso con coscienza e volontà dal lavoratore e quindi si può considerare a lui imputabile. Inoltre, il Giudice prosegue affermando che è altrettanto innegabile che si tratti di fatto costituente un inadempimento della prestazione lavorativa di certo rilevante sul piano disciplinare, giacché si è sostanziato nella volontaria inosservanza del dovere di formazione che incombe sul dipendente. Il fatto in sé considerato, dunque, non può non portare a ritenere che, in astratto, nel caso di specie sia configurabile una giusta causa di licenziamento. Ciò a sua volta conduce inevitabilmente ad escludere, la tutela reintegratoria possa essere erogata, dovendosi affermare, da un canto, che il fatto materiale sussiste, e, dall’altro, che per tale tipologia di inadempimento il CCNL di settore non prevede in modo specifico una sanzione di tipo meramente conservativo.

Da ultimo, il Giudice osserva che, in concreto, la valutazione complessiva del fatto contestato, inserito nel contesto del rapporto e ponderato anche in relazione agli elementi estrinseci della condotta, non legittima neppure l’erogazione della tutela obbligatoria prevista dall’art. 18, 5° comma, Stat. Lav. ed in questo senso milita soprattutto la considerazione che il ricorrente non ha giustificato in alcun modo la propria mancata partecipazione al corso; da ciò ne consegue che l’assenza di ogni giustificazione al riguardo induce a ritenere che la decisione sia stata il frutto di una scelta deliberata, che a sua volta testimonia il totale disinteresse del dipendente rispetto allo svolgimento della necessaria attività formativa.

 

avv. Marco CONTI

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